venerdì, 29 dicembre 2006

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viaggio nel mio inferno, indietro nel tempo...
non nella selva mi persi, ma nella fredda nebbia di questi giorni.

il freddo, l'autobus e le poche eprosne.
arrivo alal stazione in ritardo, e pare che il mio treno epr quella destinazione che era l'ignoto, semplice paese vicino al mio, sia gia aprtito, e che mi tocchi attendere più di due ore...
mi bastra alzare gli occhi al tabellone e scoprire invece che un treno di qualche minuto prima aveva un costintente ritardo...

ed ecco...
li femro sul marciapiede, la prima figura della mia giornata,
il mio Caronte.

inquietante, dolcmente inquietante.
rasta rosso scuro, occhi azzurro cielo.
il viso magro e pallido, le labbra rosse di freddo, una lieve barba.
Un cappotto lungo, abbottonato fino al collo, avvolge la sua esile figura.

Sale sul treno con me, nello stesso scomparto.
io, nera nel mio di cappotto,
le mani sulla borsa.
lui, nero nel suo cappotto,
le mani sulle gmabe e fra queste la borsa.

ed ecco.
la mia, la sua fermata.
ci si alza a specchio, si rpende la borsa e la si mette a tracolla.
un sorriso "anche tu scendi qua..." come ci si consocesse da anni.
"si, tu come mai?"
"dalla mia ragazza, e tu?"
"a cercare un tassello dle mio passato..."
parole scamabiate con un eprfetto estraneo eprfettamente amico.
e tutto li.
il mio Caronte.
davanti alla stazione neppure un saluto,
tu che corri via, io che chiamo un taxi.
sorrido, vedendo il mio Caronte che si volta e a sua volta sorrise, inguaninato nella stoffa nera.

Mi volto, socchiudo gli occhi ed ecco Virgilio,
il mio tassista in questo inferno.
chi altri poteva essere se non un figuro altrettanto enigmatico?
un tassista con il labbro leporino,
che canta canzoni natalizie reggea.
eccolo, il mio Virgiglio, che mi apre le portiere e si toglie il cappello al saluto.
eccolo sorridende,
che mi chiede se sto bene e dove sto andando.
" come mai va davanti a Villa? a trovare qualcuno?"
"si, un pezzo del mio passato..."
"allora corro... e sono solo 4 euro."
mi apre la portiera e scendo, Virgiglio resta li finchè mi avvio.

ed eccomi, sola.
le P sulla fronte pulite.
ed eccomi.
mi viene quasi da piangere.
ho paura, una maledetta paura.
le mani nelle tasche, la borsa a tracolla,
gli occhi neri di demonio di fata nera socchiusi nel freddo vento.

eccola, la porta.
ricaccio indietro le lacrime,
scruto i campanelli.
nessuno mi dice nulla.

il panico...

mi volto,
arriva un postino.
lo osservo infilare la posta nelle cassette e sorrido appena.
di nuovo el lacrime tornano dentro.
citofono a caso.
" sono una amica di... abita qui?"
"si ma non c'è è in russia"
"scusa?"
"vengo ad aprirti, dai..."
e aspetto.

la figura che mi apre la porta, snella, e sorridente.
eccola, la sorellina.
quanto sei cresciuata piccola, da quando giocavo con te con le barbie.
mi fai entrare, mi riconosci.
ma ne è passato di tempo.
si piccola.
e mi trovo a farti da sorella maggiore, tu che mi aprìli di lui, del tuo fratello
io che ti chiedo di te.
lui che è in russia con la sua ragazza,
io che aprto domani, e tu che resti qua da sola.
sei piccola, ma... sei fortunata bimba.
piacevole parlare con te e rivedere gli occhi di tuo fratello, il suo sorriso.
piacevole, vedere come ti muovi come lui.
piacevole... torno indietro di anni.

anni...
...anni

che forse non dovevo scordare.
e mi chiedo chi sono come e eprchè.
e vedo degli occhi che non sono quelli della eprsona che vo cercando.
ma tu mi accompagni in quetso mattino freddo.
e accompagno le tue parole.
è piacevole vedere, che si possono ancora avere, dei favolosi 13 anni.

mi riaccompagni alal stazione, ritorno alla vita
ad oggi alla realtà.
ed io ti do il mio numero... tienilo anche tu, casomai....
un sorriso.
vai ti stai congelando.

e di li io rpendo il treno...
non c'è il mio CAronte.
ma c'è il mio rpesente, che suona come una voce famigliare all'orecchio...
"fra due ore sono li da te."
grazie.
di cuore.
sei il tipo di amico che non ho mai avuto, sei l'amico che ho sempre sognato.
sei... tu.
ti voglio bene e te ne vorrò sempre, eprchè se dovessi contarli sulle dita, tu ci saresti.
vicino, a braccetto
ridendo trascorre il pomeriggio.
e la corsa inutile al treno, bere un caffè nero insieme.
anorca.
le tue risa il tuo rpesente.
e il mio passato che si dissolve, nelle volute di condensa dei nostri fiati.
e mi rendo conto che va bene cosi,
che senza ritado,
senza Caronte,
senza Virgilio
non avrei neppure tentato.
che senza la sorella non sarei riuscita.
e che senza te non ci sarebbe questo rpesente che mi fa si stroingere i denti,
ma che mi dona un sorriso, quando sorridi tu.
che mi fa dire non che la faccio più.
mi mancate, quando riinizia?
e mi fa avere la voglia di rificcare il naso nella nebbia, e di volare, triste e nera si.
ma me stessa, oggi. fiera di esserlo.

Virgilio, Caronte, la sorella, e tu...
oggi avete avuto la fata nera accanto, il demone disperso.
ma oggi avete aiutato un'anima in un viaggio, che da sola l'avrebbe vista persa.
grazie...
perchè per me è stato come fosse Natale, trovare i vostri volti sotto l'albero.
penso che non vi scorderò.

C.
-waiting for the future-









• Whispered by fioredellanotte @ 21:43 •

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mercoledì, 27 dicembre 2006

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torno ad indossare, stavolta con più impegno
la maschera del Pierrot, dove le lacrime non vere son nascoste in un abile disegno
dalle labbra sagomate in un sorriso.

e cosi il mio viso
si copre di colori irridescenti, rido e ti abbraccio, ti sorrido.

è ovvio che è un riso, dovrei urlare, dietro questa pelle che mi fa perifno male.
sei bastato tu, pochi attimi ed eccomi la...
nelle nostre notti sogni ad occhi aperti,
la mia voce e la tua, le mie labbra e di tuoi occhi.

...il nostro appartamento,
e facciamo la conta dei soldi...
di quelli che possiamo non avere, di quelli spesi ind roga e nel mio bicchiere...
di quelli che sembra ci volino dalle mani...
di quelli che non avremo mai.

e tu sei in uno di quei giorni, e la mia acidità si taglia.
litighiamo forse e forse no, ma sei tu che resti qua, io vado avanti...

cos'è cambiato da tanto tempo fa? ho solo più cicatrici, più alcool e tu più droga in corpo.
i nostri occhi son gli stessi, velati di quel non so che...
..è la stanchezza che sentiamo, che sento nel mio retrogusto amaro, che senti la mattina anche tu...
tanti anni son passati, forse non sarebbero dovuti passare mai.

è una maschera che torna, non un muro che crolla o s'incrina è una risata e un nome,
una dolce, si, dolce e terribile eprdizione.
No.
il cuore torna freddo nelle vene il ghiaccio.
vorrei piangere ma le lacrime fanno solo male.
e ancora sai quello che volevi fermare
scalda le mie carni, le brucia le ruba alla terra:
ho una nuova ferita, dedicata a te.

ancora una volta la candela accesa
quel pezzo di ferro senza senso
e la bottiglia di qualcosa troppo dolce che mi brucia la gola.

mi muore in gola.
il cuore.
mentre la pelle si riscalda, e fa male,
e la mia mano preme, e l'odore è quello di allora.

si riprende il treno, tu che mi accompagni al binario...
l'imbarazzo e quegli abbracci, quei baci sono i tuoi...
e l'odore della pelle, e il sorriso sulle tue labbra
"ti avrei chiesto un bacio" e la mia bocca ride, e mi stringi di nuovo a te.
e te ne vai, non ti volti indietro mai...
io guardo la tua schiena ancora, poi chiudo gli occhi e...

torno indietro, a quando t'ho conosciuto, agli amici che ho eprso, alle cicatrici che ho.
al tempo che è cambiato, all'anello che oggi ho tolto.
al vuoto dentro al cuore non ancora colmo.
dove sei?
e perchè p cambiato così tanto?
perchè non abbiamo più qualcuno?
perchè le nostre strade sono fatte sempre più di sassi e di vetri?
e eprchè... perchè torniamo indietro?
perchè... ho così paura?
perchè... la mia amno trema ancora?


e provo a chiamarti, come semrpe non rispondi...
tanto lo sapevo gia... saresti sparito in quel gelo.
vorrei sentire ancora la tua voce...
non capisci non lo sai...
sono diventata brava vero, a nascondermi dietro il pierrot.
so, che non ci sarà domani.
so che non ci saremo mai noi due.
so che le nostre mani, non son fatte epr avere, mai.
non son fatte epr il dolce ma per il fuoco, che lambisce e brucia, sono fatte...
per i nostri dolori.

e in quel treno, guardo nel buio nebbioso e gemo.
vorrei che le lacrime colassero, ma il freddo, le incolla insaziabile alle mie palpebre.
vorrei... che una voce mi rispondesse, che capisse, che cercasse, senza una volta tanto smancerie
di carpire quale sia, la vera anima mia...
vorrei...
vorrei...
tornare a tanti anni fa...
la droga, dolce
il dolore e la libertà.

Fuori il buio non risponde, e sempre mi ricorda te.
non c'è mai mano tesa, come la mia per te.
ci sono i miei occhi ed i tuoi, la nostra insieme solitudine.

fuori ilf reddo è ancora più forte, scendo alla stazione.
la nebbia gelata entra nelle ossa, nelle scarpe e sotto i guanti presi insieme.
La maschera di pierrot non mi abbondana, al telefono con lui.
parlo con l'altro sinceramente, ma lui forse sa tutto, e forse niente, e forse sa...
che cosa nasce, un giorno sotto il gelo,
il giorno dopo nell'arcobaleno.
scruto la strada dal finestrino, ora nel calore dell'autobus, sulla via.
ascolto parole di musica,
rivivo il mio tormento antica melodia.

lungo la strada fredde di nuovo e buia, solitaria desolata
dovrei forse avere paura.
ma consoco troppo i miei passi, per non desiderare di scappare.
tornare indietro ed andare.
dove non lo so ancora.
entro e fingo davanti a volti vuoti e quotidiani,che il pianto
sia colpa del gelo letale.
che il cibo sia semrpe più che sufficiente, a saziarmi.
chiudo gli occhi.
è la mia solitudine, la maschera di pierrot che torna.

ho paura...
ma i miei occhi ancora non sanguinano,
e sulle labbra il solito sorriso.
e la mia mano... brucia, ancora in una altra forma il paradiso...
come smepre, nessuno lo saprà...
e la cicatrice, fra qualche mese sarà vecchia,
sarà come sempre la mia stupida vendetta.
contro il freddo che ho dentro.
nel buio pozzo del mio io di cemento.
piango e urlo.

C.











• Whispered by fioredellanotte @ 23:31 •

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notti di parole sussurrate al vento

in questo angolo della mia anima, che si nasconde al mondo, in questo angolo di mondo solo mio, se volete, potete provare a salvarmi...

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amo

le stelle
la luna.
Mosè il mio gatto.
Circe la mia gatta.
scrivere,leggere.
l'"horror vacui" di cui soffro costantemente..
Mio Sire, io l'attendo...
A,perchè un posto c'è sempre.sulla riva.
Al, mio dolcissimo e folle Peter Pan.
S,mio demone nel passato, demone per sempre
F, perchè è mio fratello, e il sangue delle nostre vene non si rinnegherà mai.
M,grande sei la mia perdità di credibilità.
S, perchè sto male ogni volta che ti penso, eppure sei la mia grande sicurezza.
D, perchè mi fai solo male, perchè vorrei uscissi dalla mia vita ed alla sola idea piango..
R, perchè è lui.
M,per fiducia che ci regaliamo.
Cani Sciolti, perchè mi hanno adottata con una semplicità straordinaria. Orgogliosa di portare i vostri colori, sempre.
Adui, per avermi accolta con il cuore aperto. Sempre nel mio cuore.
il cioccolato.
cibo giapponese.
il fuoco.


M, perchè mi ha fatto forse davvero capire che quanto ti fidi ti scotti e basta.
S, perchè ancora una volta la fiducia è davvero tradita.

Odio

me stessa
le liti
le mie paure
essere abbandonata
la falsità
frasi come:
- "ci sarà sempre un desiderio per te"
- "ci sarà sempre una preghiera per te"
la mancanza di rispetto

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